Bambini

La selettività alimentare nei bambini: due chiacchiere con un'arteterapeuta

La selettività alimentare è una fase che caratterizza lo sviluppo dei bambini, è fisiologica, ma non dovrebbe protrarsi troppo nel tempo.

Pubblicata il

16 aprile 2020

Condividi


La selettività alimentare nei bambini: due chiacchiere con un'arteterapeuta

La selettività alimentare è una fase che caratterizza lo sviluppo dei bambini, che insorge generalmente intorno ai due anni, età in cui il bambino inizia ad affermare sempre più la sua indipendenza e a formare i propri gusti e preferenze.

Cosa si intende per selettività alimentare?

Per selettività alimentare si intende un comportamento alimentare che porta i bambini (o gli adulti) a discriminare determinati cibi in base a parametri personali per cui tenderanno a prediligere una gamma ristretta di alimenti preferiti, rifiutandosi di assaggiare altro.

Si ritiene che questo processo sia legato al nostro passato evolutivo: la selettività potrebbe essere un meccanismo innato di difesa creato dalla natura per proteggere i bambini che tanti anni fa potevano entrare in contatto con erbe e bacche velenose o non idonee al consumo. Il nostro organismo ha mantenuto questo istinto anche ora pur non essendocene bisogno ed è quindi per questo motivo che spesso i bambini sono selettivi nei confronti di verdure e frutta.

Ovviamente il discorso è più ampio e può essere legato a numerosi fattori sociali o ambientali: spesso è collegato al rifiuto di alcuni colori e e alla paura del diverso e del nuovo (neofobia). Diventa quindi importante proporre una grande varietà di alimenti sin dallo svezzamento, per permettere ai bambini di fare esperienza di gusto, sapori e consistenze e di conoscere da vicino tutti gli alimenti, permettendo loro di manipolarli e farci "amicizia".


Ho deciso di parlare di questo in una diretta su Instagram insieme a Laura Casavecchia (@artemente_arteterapia è il suo profilo Instagram), un'arteterapeuta che tra le tante si occupa proprio di aiutare bambini e genitori a superare le difficoltà legate alla selettività, attraverso il gioco, l'esperienza, la manipolazione e l'arte.

Colori

Laura ci ha fatto riflettere sull'importanza dei colori. I bambini ne sono attratti, ma anche impauriti, per cui è consigliabile nominare i vari colori nelle attività di ogni giorno, ma anche in cucina, associando ogni vegetale al suo colore corrispondente. Infatti, i colori vanno "digeriti": bisogna quindi proporre esperienze attraverso il quale i bambini possano prendere confidenza con ognuno di essi.

Profumo - odore

Un altro fattore importante nelle scoperte che i bambini possono fare in cucina è il profumo o meglio l'odore che caratterizza ogni alimento. L'olfatto ci aiuta ad associare gli odori a determinati cibi e a identificarli ancora prima di averli visti.

Un bel gioco da fare con i piccoli potrebbe essere quello di aiutarli a collegare ciò che sentono con il cibo corrispondente.

Laura ci ha ricordato anche l'importanza di non dare giudizi rispetto al nostro gusto personale per non influenzare le loro scelte. L'esempio che ci ha fatto è quello dei cavoli: se noi non identifichiamo quell'odore con la parola "puzza" per loro ciò che sentono sarà semplicemente l'odore caratteristico di quelle varietà di verdure. In questo modo abbiamo la possibilità di presentare loro un cibo attraverso i vari sensi:

- olfatto: odore e profumo

- vista: colore e forma

- tatto: consistenza

- gusto e udito: al momento dell'assaggio possiamo ovviamente avere un quadro più completo dell'alimento, e qualora fosse croccante potrebbe fare un rumore caratteristico.

Così facendo i bambini si metteranno in relazione con l'alimento e faranno le loro personali esperienze.

Consistenza

Il fatto che i bambini già da piccolissimi prediligano una consistenza piuttosto che un'altra non identifica necessariamente un problema di selettività.

Laura ci ha ricordato che talvolta il bisogno di sviluppo nelle fasi della crescita si manifesta anche nelle scelte a tavola. Ad esempio, il morso è legato alla fase del passaggio in piedi e anche la scelta del tipo di consistenza può essere correlata a questo momento. Infatti, a seconda dei loro bisogni i bambini possono favorire:

- via del morbido: prediligono giochi di manipolazione come il didò;

- via del duro: prediligono giochi di incastri.

È comunque importante dare la possibilità di variare a tavola, in modo da far conoscere i diversi tipi di consistenze.

Intorno ai due anni possono affermare preferenze ben definite ed apprezzare un cibo soltanto se presentato in una determinata consistenza, come ad esempio possono adorare le carote crude da sgranocchiare, ma non accettarle cotte.

Ricordo che affinché un cibo inizi a piacere possono essere necessari anche 10-15 assaggi; detto ciò, credo sia giusto rispettare i loro gusti, ma come ripetuto più volte, è consigliabile proporre comunque una buona varietà, non soltanto i cibi preferiti, per aiutarli a creare un bagaglio di educazione al gusto sempre più vasto.

Conversazione e convivialità

Cerchiamo di parlare con i bambini dei loro gusti: chiedere "ti piace" o "come ti sembra?" non vuole dire assecondarli, ma anzi può aiutare a contestualizzare e a capire cosa non apprezzano di quel determinato cibo. Chiacchierare con i piccoli è un ottimo modo per creare un buon dialogo e uno scambio di impressioni che gli permette di sentirsi presi in considerazione e può aiutare a rendere più piacevole il momento del pasto. Infatti, le lotte di potere a tavola non portano a nulla: obbligarli a mangiare rischia solo di creare in loro un alterato rapporto col cibo. Invece, un clima sereno e tranquillo al momento del pasto può favorire la creazione di bei ricordi e una buona associazione dei cibi ad emozioni positive.

A tavola è importante fare conversazione, coinvolgerli, raccontarsi com'è andata la giornata, perciò sarebbe bene evitare le distrazioni: spegnete la tv, evitate l'utilizzo di tablet e telefoni e godetevi il bello della condivisione in famiglia!

Credo sia importante riflettere su queste tematiche se ci troviamo a contatto con i bambini. La conoscenza di determinate dinamiche può essere una prima alleata affinché gli adulti possano aiutare i piccoli a superare le difficoltà prima che diventino un problema che perdura nel tempo.

Ringrazio ancora una volta Laura per i bellissimi spunti di riflessione che ci ha dato, se avete domande lasciate un commento!

Se ci sono argomenti che vi piacerebbe trattassi qui sul blog non esitate a scrivermi!

Elena🌾

Immagini fotografate dal libro “Verdure arrabbiate” di C. Gobbetti, D. Nikolova (Sassi Editore)

Lascia un commento

Top